L'amore che uccide le donne
Lui che le dice “tu senza di me sei niente”. Lei che sopporta, si dà la colpa se lui la picchia, lo lascia sfogare nella speranza che tutto passi e che lui cambi. Storie di ordinaria follia in “Smettila di camminarmi addosso”, (Guanda, p. 247, euro 15) titolo evocativo del romanzo di Claudia Priano, genovese, 44 anni, con protagoniste due donne. Margherita, scrittrice che vive una fase di passaggio nel rapporto col suo uomo, inviato di guerra. E Anna, vicina di casa con due figli picchiata dal marito professionista. Una storia che parte da un dato reale: quasi sette milioni di donne dai 16 ai 70 anni subiscono violenza fisica o sessuale durante la vita. Anna viene picchiata da un marito in carriera. – Come ho constatato andando nei centri per donne maltrattate, la violenza è trasversale, interclassista. E credo derivi da un problema di controllo, economico, psicologico. Gli uomini che picchiano le donne non accettano il dolore della perdita. Quali violenze sopportano le donne spesso senza accorgersene? – La violenza meno riconoscibile è quella psicologica, la svalutazione, il fatto di essere in balia dell’uomo, senza nemmeno i soldi della spesa. La legge ci aiuta? – No. Una moglie che denuncia una violenza del marito non può andarsene coi figli, non c’è una legge a tutelarla. Nel suo romanzo la madre di Anna è “complice” di questa situazione. – Si dice: resisti, poi cambia. Ma non è vero. Per questo spesso la salvezza arriva da un esterno alla famiglia. (A.F.)
Lui che le dice “tu senza di me sei niente”. Lei che sopporta, si dà la colpa se lui la picchia, lo lascia sfogare nella speranza che tutto passi e che lui cambi. Storie di ordinaria follia in “Smettila di camminarmi addosso”, (Guanda, p. 247, euro 15) titolo evocativo del romanzo di Claudia Priano, genovese, 44 anni, con protagoniste due donne. Margherita, scrittrice che vive una fase di passaggio nel rapporto col suo uomo, inviato di guerra. E Anna, vicina di casa con due figli picchiata dal marito professionista. Una storia che parte da un dato reale: quasi sette milioni di donne dai 16 ai 70 anni subiscono violenza fisica o sessuale durante la vita. Anna viene picchiata da un marito in carriera. – Come ho constatato andando nei centri per donne maltrattate, la violenza è trasversale, interclassista. E credo derivi da un problema di controllo, economico, psicologico. Gli uomini che picchiano le donne non accettano il dolore della perdita. Quali violenze sopportano le donne spesso senza accorgersene? – La violenza meno riconoscibile è quella psicologica, la svalutazione, il fatto di essere in balia dell’uomo, senza nemmeno i soldi della spesa. La legge ci aiuta? – No. Una moglie che denuncia una violenza del marito non può andarsene coi figli, non c’è una legge a tutelarla. Nel suo romanzo la madre di Anna è “complice” di questa situazione. – Si dice: resisti, poi cambia. Ma non è vero. Per questo spesso la salvezza arriva da un esterno alla famiglia. (A.F.)
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