Sunday, July 25, 2010

Da Repubblica.it - Calcio: "Il pazzo remake di Zemanlandia ''Ci divertiremo, mica sono Mou''"

Un po' di news e cronaca non fa mai male - e spulciando un po' su Repubblica.it - Calcio ho trovato questa notizia:
Il pazzo remake di Zemanlandia ''Ci divertiremo, mica sono Mou''
CalcioIl pazzo remake di Zemanlandia ''Ci divertiremo, mica sono Mou''Foggia in festa per il ritorno del tecnico boemo e di Casillo. ''Vogliamo riportare la squadra in serie A''dall'inviato GIULIANO FOSCHINI(10:57 22/07/2010)

Sunday, July 18, 2010

CANTO di Giuseppe Ungaretti

Leggiamo insieme alcune delle più belle poesie della letteratura italiana e internazionale

CANTO di Giuseppe Ungaretti
Rivedo la tua bocca lenta
(Il mare le va incontro delle notti)
E la cavalla delle reni
In agonia caderti
Nelle mie braccia che cantavano,
E riportarti un sonno
Al colorito e a nuove morti.

E la crudele solitudine
Che in sè ciascuno scopre, se ama,
Ora tomba infinita,
Da te mi divide per sempre.

Cara, lontana come in uno specchio...

Sunday, July 11, 2010

VEGLIA di Giuseppe Ungaretti

Leggiamo insieme alcune delle più belle poesie della letteratura italiana e internazionale

VEGLIA di Giuseppe Ungaretti
Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore.
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita.

Cima Quattro il 23 dicembre 1915

Sunday, July 4, 2010

SARCOFAGHI di Eugenio Montale

Un po' di poesia non fa mai male...

SARCOFAGHI di Eugenio Montale
Dove se ne vanno le ricciute donzelle
che recano le colme anfore su le spalle
ed hanno il fermo passo sì leggero;
e in fondo uno sbocco di valle
invano attende le belle
cui adombra una pergola di vigna
e i grappoli ne pendono oscillando.
il sole che va in alto, le intraviste pendici
non han tinte: nel blando
minuto la natura fulminata
atteggia le felici
sue creature, madre non matrigna,
in levità di forme.
Mondo che dorme o mondo che si gloria
d'immutata esistenza, chi può dire?,
uomo che passi, e tu dagli
il meglio ramicello del tuo orto.
Poi segui: in questa valle
non è vicenda di buio e di luce.
Lungi di qui la tua via ti conduce,
non c'è asilo per te, sei troppo morto:
seguita il giro delle tue stelle.
E dunque addio, infanti ricciutelle,
portate le colme anfore su le spalle.